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Come vincere al gioco: tutta fortuna o matematica?

C'è chi crede nella dea bendata e chi invece afferma che la fortuna non esiste. Ma nella dinamica del gioco, questo aspetto poco importa. Nel gioco vince il fascino e il pensiero rassicurante che "se lui ha vinto, allora posso farcela anche io", speranza che nel 2016 ha fatto giocare agli italiani 96 miliardi di euro, di cui 49 con video lottery e newslot.

Fortuna o matematica?

Potremmo partire dicendo che è più probabile che la Terra venga distrutta dall'asteroide 99942 Apophis nel 2036, piuttosto che vincere al Superenalotto, il più difficile - matematicamente parlando - tra i giochi a estrazione. Ma nonostante questo, win for life, slot machine, superenalotto, roulette, gratta e vinci, lotto, poker, blackjack, bingo e scommesse sportive rappresentano la passione degli italiani (e non solo) che continuano a tentare la "fortuna".
Chi crede nella fortuna molto spesso la accompagna alla superstizione, ossia il pensare che agire in un certo modo porterà al risultato sperato. Questo comportamento spesso offusca il ragionamento, portando a un errore logico molto comune nel giocatore tipico: il paradosso del gambler, secondo il quale una serie di risultati uguali sarà seguita da una serie dal risultato opposto.
In realtà, il gioco ha un comportamento random, per cui se anche la pallina della roulette si ferma sul nero per un certo numero di volte, la volta seguente ha comunque le stesse chances di finire di nuovo sul nero, senza alcuna relazione con i giri precedenti.
Una delle conferme che a governare il gioco d'azzardo sono le leggi della probabilità è avvenuta nel 1946, grazie al matematico Stanislaw Ulam e al suo sistema "Metodo Montecarlo". Ulam studiò le probabilità dei giochi di fortuna basandosi sui risultati empirici e dimostrò che se anche la pallina di una roulette si ferma 26 volte consecutive sul nero, le probabilità che il giro successivo risulti rosso o nero rimangono assolutamente uguali.

A questo punto, considerate le leggi matematiche del caso e della probabilità che governano il gioco d'azzardo, come possiamo parlare di fortuna?
Da quando i casinò sono nati, i giochi hanno sempre previsto un vantaggio per il banco, il che giustifica il detto "il banco vince sempre". Proprio per questo motivo possiamo definire un giocatore fortunato se vince, o comunque perde meno di quanto era prevedibile; mentre, al contrario, chi perde più di quanto prevedibile può essere in effetti considerato sfortunato.
La fortuna non può quindi cambiare le regole del gioco, ma può senz'altro identificare chi è riuscito a raggiungere il sogno di vincere. Un'impresa non da poco a quanto pare, meno probabile di essere colpiti da un asteroide!

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